giovedì 11 dicembre 2014

Serie A : Campionato

Il Milan all'inferno
      La scelta di Ancelotti,  caldeggiato da molti già al momento dalla presentazione di Terim (paradossale vero?) da parte della dirigenza milanista, non sta dando i benefici sperati, anzi ha compromesso seriamente il proseguo sia del campionato, che della coppa Italia, ed il gioco è scaduto anche dal punto di vista spettacolare. Naturamente non si può gettare la croce esclusivamente sul tecnico milanista, in quanto non ha partecipato alla costruzione della squadra, anzi, di qualche giocatore ne avrebbe fatto volentieri a meno (state tutti pensando ad Inzaghi vero?) 
       
    • Memore del bel calcio offensivo e spregiudicato messo in mostra dal Galatasaray,anche al cospetto di squadre di notevole spessore tecnico come quelle inglesi, speravo quindi in tutt'altro epilogo per il tecnico Turco Terim; che invece ha mostrato dei limiti caratteriali e di personalità notevoli. Si è, infatti, lasciato condizionare dalla stampa, poco incline ad accettare un Milan con Contra, Serginho, Shevchenko e Inzaghi : si trattava solo di insistere ed avere un pò di pazienza, come ha avuto il Real Madrid con Figo, Raul, Zidane e Morientes, anche dopo i primi risultati negativi. Che Terim avesse poca vita al Milan, inoltre, si era già capito osservando le facce di Galliani e Berlusconi inquadrati al Meazza per una partita casalinga o ascoltando le parole di Emilio Fede, mezzano mezzobusto televisivo, in una apparizione a quelli che il calcio. Se poi pensiamo ad i tanti infortuni che hanno falcidiato chiunque indossasse la maglia rossonera, (per Redondo è stata sufficiente quella di allenamento) e a qualcuno come Rui Costa, che tuttora non è riuscito ad inserirsi completamente, abbiamo il quadro completo della deludente stagione rossonera.
      La Juve ed il pericolo arbitri
        • Dopo un filotto di vittorie ottenute contro le cosiddette "provinciali", anche io come molti ero curioso di verificare i progressi della Juve, anche e, soprattutto contro le squadre di vertice. La partita contro il sorprendente Chievo, quindi è stata l'occasione per accertare, se i cambiamenti tattici (Nedved centrale dietro le punte, Thuram laterale), e il ritorno in campo dei "vecchietti" Conte e Ferrara avrebbero potuto consentire ai bianconeri il definitivo salto di qualità, capace di andare a prendere i battistrada Roma e Inter. Ebbene, la Juve vista a Verona, contro una squadra sempre propositiva e mai doma, ha ricordato per grinta e determinazione quella del primo Lippi e dei Vialli e Ravanelli: la formula di centrocampo con Davids, Conte e Zambrotta e la relativa esclusione del "confusionario" Tacchinardi, è stata senz'altro una delle mosse più azzeccate, con un elogio particolare al vecchio capitano, commovente per come si danna l'anima, e per il piglio di come ancora affonda i tacles. 
        • L'arbitro, invece è stata l'unica nota stonata della partita, l'errata valutazione del rigore (peraltro sbagliato) e l'iniquità nella scelta dei cartellini, sventolati con insistenza ai giocatori del Chievo, paradossalmente potranno essere per la squadra torinese un handicap per il proseguo del campionato: sembra già di vederli i sorrisini e le maliziose allusioni alla classe arbitrale, e allo sporco potere nordista da parte di Capello e c. proprio in prossimità della contesa più importante della stagione. Roma-Juve certamente non aveva bisogno di questo antipasto per rendere elettrizzante e combattuta una sfida già di per se fin troppo sentita.

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